Il mio

Programma

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La persona al centro

La persona, i suoi bisogni e le sue necessità devono essere al centro dell’azione politica di chiunque si candidi a rappresentare la collettività. Per questo il mio primo impegno è di garantire, il più possibile, la presenza sul territorio, la disponibilità e l’ascolto di tutte le esigenze dei singoli e delle comunità.

Più uguaglianza e meno tasse

Eliminare la disparità di trattamento tra i pensionati INPS e ex-INPDAP che di fatto introduce una doppia tassazione per una fascia già penalizzata.

Estendere a tutti i cittadini italiani residenti all’estero l’esenzione IMU e la riduzione della TARI e TASI, per adesso solo valida i pensionati. Semplificare le procedure di riscossione della pensione all’estero e creare un’anagrafe previdenziale comune con gli altri paesi europei per facilitare sempre di più l’integrazione e per ridurre la burocrazia.

Consolati più efficienti e meno burocrazia

La digitalizzazione dei servizi con la creazione di un’anagrafe consolare unica, digitale e facilmente accessibile, è indispensabile per permettere alla rete consolare di fornire servizi efficienti soprattutto in un periodo di emigrazione così importante come quello che stiamo vivendo. Accanto alla digitalizzazione, i consolati devono inoltre prevedere servizi allo sportello e un sostegno personale per i connazionali che hanno difficoltà con l’utilizzo dei sistemi informatici.

Nell’ottica della semplificazione, si dovrebbe poi creare una piattaforma comune tra i diversi paesi europei per lo scambio di dati anagrafici che riduca la doppia burocrazia e che permetta il riconoscimento automatico e reciproco dei documenti ufficiali, così da evitare costi aggiuntivi per la traduzione e la registrazione dei documenti.

Una generazione in fuga

La mobilità dei giovani laureati e dei ricercatori che si trasferiscono all’estero per crescere professionalmente è importante e aiuta il processo d’integrazione europea. Io stesso ne ho beneficiato e ne conosco l’importanza. Bisogna però creare le condizioni perché i giovani talenti che lo desiderino possano rientrare in Italia e mettere a frutto l’esperienza fatta senza essere penalizzati dall’esperienza all’estero.

Oltre ai ricercatori, una parte importante della nuova emigrazione però è costituita da giovani che si trasferiscono all’estero alla ricerca di opportunità lavorative che non trovano in Italia. Molti di loro finiscono con il fare all’estero una vita peggiore di quella che facevano in Italia: con lavori duri e spesso sottopagati, che non permettono una crescita professionale.

È prima di tutto necessario creare le condizioni per consentirgli di rimanere e perseguire il proprio progetto di vita in Italia. Per quanti decidono comunque di trasferirsi è necessario che siano creati strumenti che permettano di essere più competitivi nel mercato del lavoro e che li sostengano nelle difficoltà dell’integrazione.

È poi fondamentale continuare nel processo di riconoscimento dei titoli professionali europei in linea con quanto fatto per le lauree.

L’emigrazione è donna

Gli ultimi dati sull’emigrazione evidenziano come la maggioranza dei nuovi arrivi sia costituita da giovani donne. Spesso sono loro l’anima dell’associazionismo e dell’imprenditoria italiana all’estero. Per loro, e per tutte le italiane che decidono di fare impresa, si dovrebbero pensare politiche dedicate al sostegno all’impresa femminile e di aiuto alle giovani famigli

Aiutare l’impresa italiana a essere più competitiva.

L’impresa italiana nel mondo - dalle start-up dei piccoli artigiani e ristoratori fino alle grandi aziende - è il biglietto da visita del nostro paese all’estero e un traino importantissimo del Made in Italy. Aiutarla a essere più competitiva avvantaggerebbe l’Italia e creerebbe posti di lavoro. L’Importante lavoro fatto dalle Camere di Commercio deve continuare e incrementarsi per fornire sostegno e assistenza anche alle imprese per ora non coperte.

Più Europa e meno Brexit

È necessario impegnarsi per riportare al centro del dibattito europeo i valori fondanti dell’unione che ne hanno permesso la nascita e la crescita. Un’Europa vicina ai cittadini, con meno burocrazia e più cooperazione. L’Italia, come paese fondatore e agente economico importante, deve giocare un ruolo da protagonista in questa riforma.

Durante e dopo la fase di Brexit, l’Italia deve sostenere – insieme all’Unione Europea - i connazionali residenti nel Regno Unito e vigilare sul rispetto degli accordi firmati

La ricchezza della cultura Italiana

Le scuole Italiane, gli enti gestori e gli Istituti di Cultura devono ricevere fondi adeguati per assolvere al meglio i loro rispettivi compiti; difendere e promuovere l’uso dell’Italiano, sostenere e promuovere la cultura italiana nel mondo, anche attraverso la lingua.

Modalità di voto
in circoscrizione estero

Leggi il Documento Farnesina.

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Elezioni Politiche 2018 Candidato alla Camera dei Deputati - Collegio Estero